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Che fare quando si è davvero giù di corda?

Che fare quando si è davvero giù di corda? - Didattica & Comunicazione
Ogni volta che raccomando di entrare in aula sorridenti ricevo la stessa obiezione e la stessa domanda.
capisco, ma a volte non è proprio possibile. Problemi a casa, nottate infernali, ...
Ogni volta che raccomando di entrare in aula sorridenti ricevo la stessa obiezione e la stessa domanda.
“capisco, ma a volte non è proprio possibile. Problemi a casa, nottate infernali, dolori fisici, ci sono mattine in cui il sorriso e l’entusiasmo non vengono proprio. Cosa posso fare?”

Ci sono due possibili soluzioni:
1.       Tecnica del “fare pulizia”
2.       Tecnica del teatro
Tecnica del “fare pulizia”
È la modalità con cui si apre una sessione di coaching.
La definizione nasce dal fatto che si fa, letteralmente, pulizia di tutto ciò che può essere disturbante per la sessione stessa.
In pratica il coach esordisce con un saluto classico: “Ciao. Come va?” La risposta può essere breve o avviare una lunga serie di lamentele (che dopo pochi secondo viene opportunamente interrotta).
A questo punto il coach riprende le redini della sessione e potrebbe affermare:
“Io ho avuto una nottata infernale e ora ho un po’ di mal di testa. Comunque adesso chiudo la porta e chiudiamo fuori dalla porta tutti i problemi e le questioni che esulano dal nostro lavoro e ci concentriamo sulla sessione. Sei d’accordo?”.
In pratica, per tornare al mondo scolastico, l’insegnante può segnalare la sua fragilità umana e comunicare che ha mal di testa, mal di denti, o un qualunque problema familiare, chiedendo quindi per quel giorno maggiore silenzio e rispetto agli alunni.
Ma non deve fermarsi qui!
L’elemento educativo sta nel segnalare i problemi aggiungendo la rimozione temporanea del problema, o il suo accantonamento, per svolgere il proprio compito.
Se vi limitate a chiedere silenzio perché avete mal di testa (soffro di emicranie: so bene che ci sono giorni in cui si sta davvero male) segnalate ai vostri alunni una possibilità di fuga che poi non troveranno quasi mai nella vita e nel mondo del lavoro.

Se invece comunicate che il problema verrà chiuso fuori dalla porta per tutto il tempo necessario otterrete ugualmente la comprensione (e il maggior silenzio), ma li educherete anche a superare le loro difficoltà quando è indispensabile.
Tecnica del teatro
Questa non è una definizione o una tecnica da manuale, ma uno strumento (preso dalla psicodinamica) che poggia sull’atteggiamento mentale.
Se un problema vi assilla, se siete in uno stato di malessere, può accadere che “lo spettacolo debba continuare” e voi non possiate esimervi.
A questo punto, se siamo in ballo conviene ballare.
E allora perché non cambiare prospettiva di pensiero?
“ho avuto una nottata infernale. Non riuscivo a dormire. Per fortuna oggi ho due re di lezione in cui posso distrarmi dai miei problemi”
“ho un mal di testa incredibile. Ora mi concentro sulla lezione da fare anziché sul dolore, così lo dimentico per un po’”.
Provateci: funziona!
D’altra parte tutte le volte che l’influenza vi scoppia proprio nel giorno libero, anche se covava da giorni, avete inconsciamente messo in atto esattamente questo atteggiamento.