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Chi ben comincia …

Chi ben comincia … - Didattica & Comunicazione

Chi ben comincia, è a metà dell’opera. Un proverbio molto noto, con un fondo di verità e qualche aspetto discutibile.

Nei miei, lontani, anni scolastici, una delle informazioni sugli insegnanti che venivano tramandate tra gli studenti era: Con quella lì se vai bene al primo compito e alla prima interrogazione, sei a posto per tutto l’anno!

Già, perché c’erano, e forse ci sono ancora, insegnanti che stabilivano un giudizio basato sulle prime impressioni e poi era molto difficile far cambiare opinione. È grave? Non tanto quanto possa sembrare: tutti, chi più e chi meno, siamo influenzati costantemente dalle prime impressioni, dal primo impatto che abbiamo incontrando una persona nuova.

L’importante è essere consapevoli e, eventualmente, inserire elementi di correzione.

Analogamente ci sono persone, o situazioni, in cui un inizio positivo è fondamentale. Mi spiego meglio.

Per qualcuno è importante cominciare da attività “facili”, ad esempio da quelle che amano di più o che riescono meglio. Questo permette loro di crearsi una carica positiva (fisiologicamente si tratta di una scarica di dopamina) che, poi, consente di affrontare con maggiore fiducia i compiti più gravosi.

Per altri, invece, è importante cominciare dal peggio, dalle cose più antipatiche o difficili. Portarle a termine è una vera sfida e vincerla genera la famosa scarica di dopamina.

Non sempre seguiamo lo stesso percorso, ma sapere quale è per noi preferenziale è importante ed è uno strumento anche per ottimizzare la gestione del tempo.

Quindi sì, chi ben comincia è a metà dell’opera.