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Con l’aiuto della grammatica – 1° parte

Con l’aiuto della grammatica – 1° parte - Didattica & Comunicazione

Oggi ribalto le consuetudini per raccontare come l’insegnamento scolastico sia indispensabile per poter usufruire delle tecniche di comunicazione, coaching e crescita personale

Solitamente racconto come le tecniche di comunicazione possono essere utili nell’insegnamento, ma non oggi. Oggi ribalto le consuetudini per raccontare come l’insegnamento scolastico sia indispensabile per poter usufruire delle tecniche di comunicazione, coaching e crescita personale.

Il primo esempio è formulare un obiettivo.

Definire l’obiettivo è fondamentale in ogni percorso di coaching, ma serve altrettanto nei percorsi di crescita personale o nel lavoro.

Chiarire l’obiettivo, possibilmente scriverlo, non è una mania di capi rompiscatole o di coach aggrappati alla tecnica: è un modo per capire nel profondo cosa desideriamo, fissarlo, concentrare l’attenzione e comunicare ai nostri cervelli qual è il punto di arrivo.

Un obiettivo mal formulato, o scritto in fretta per accontentare qualcuno o per seguire una procedura, non serve a nulla. Molto spesso, nel coaching, capita che si parta dichiarando un obiettivo e poi, nel percorso necessario per formularlo correttamente, ci si accorga che non è reale. Non perché sia impossibile da raggiungere, ma perché non è quello che desideriamo realmente o, ancora più spesso, perché abbiamo espresso qualcosa che pensiamo di dover raggiungere, magari perché altri, dall’esterno, ci hanno trasferito una costrizione o un condizionamento.

E ancora. Un obiettivo va formulato correttamente, sentito e a masticato per poter essere raggiunto. Attenzione: le parole non sono scelte a caso!

È dimostrato scientificamente che abbiamo tre reti neurali distinte: testa, cuore e pancia, capaci di elaborare, ricordare e metabolizzare informazioni. Se sono d’accordo siamo in armonia, con noi stessi, e agiscono in maniera sinergica. Se, invece, c’è discordanza si manifestano situazioni di malessere e boicottaggio delle intenzioni.

La formulazione scritta in maniera corretta dell’obiettivo serve per dialogare con la testa, parte conscia e inconscia. Sentire l’obiettivo significa elaborarlo con il cuore, e masticarlo è fondamentale per coinvolgere la pancia, solitamente più lenta.

Se l’obiettivo non è formulato in maniera corretta queste elaborazioni non sono complete.

Ed eccoci all’insegnamento scolastico.

Formulare un obiettivo in maniera corretta significa usare la prima persona (io) seguita da un verbo in indicativo presente. E se la scuola non ha insegnato la grammatica e le forme verbali diventa davvero difficile!