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L’amore, spesso, è breve

L’amore, spesso, è breve - Didattica & Comunicazione

Ci sono insegnanti che perseguono l’amore dei loro alunni …

Ci sono insegnanti che perseguono l’amore dei loro alunni: massima tolleranza, voti altissimi, accettano ogni comportamento e ogni scusa.

Ci sono insegnanti che sembrano detestare gli alunni: urlano, manifestano rabbia, non tollerano debolezze.

In genere si pensa che i primi siano molto amati, e i secondi detestati per tutta la vita.

Non è vero. Non è vero che gli insegnanti troppo buoni sono amati e non è vero che gli insegnanti troppo severi sono detestati.

E, soprattutto, non è vero che i sentimenti di amore o di odio che gli studenti hanno verso i loro insegnanti durano per tutta la vita.

Quello che sembra amore diventa facilmente solo un modo per approfittare. Quello che sembra odio è spesso rifiuto o timore.

E, dunque, come dovrebbe essere un insegnante?

Forse ad alcuni sembrerà strano, ma gli studenti sono valutatori severi e più sono giovani, più sono intuitivi e severi.

Cominciamo col dire che l’insegnante dovrebbe essere equilibrato: troppa tolleranza o troppa rabbia vengono bollate come nevrastenia e poco importa che siano sfruttate o temute.

Gli studenti sono valutatori severi anche della preparazione dell’insegnante, e ricordate che oggi basta un controllino su Google o Wikipedia e le mancanze dell’insegnante vengono riconosciute immediatamente.

Gli alunni vogliono preparazione, equilibrio ed equità.

Chi possiede queste caratteristiche, ed è molto di più di ciò che chiede il Ministero per assegnare un posto di ruolo, potrà essere amato o temuto, ma viene ricordato con piacere dopo anni, forse soprattutto dopo anni.

Jean Jaurès disse “Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è”. Concordo, e aggiungo che l’amore o l’odio per gli insegnanti, spesso, sono sentimenti di breve durata, ma si ricorda per tutta la vita quello che l’insegnante è, come persona e come educatore.