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Numero chiuso o liberi tutti?

Numero chiuso o liberi tutti? - Didattica & Comunicazione

A quanto pare ricomincia la diatriba sul numero chiuso all’università, in particolare per la facoltà di medicina.

Da molti, troppi, anni sto assistendo alla mancanza di preparazione al futuro da parte, prima di tutto, della classe dirigente: i politici. E l’attuale ipotesi di eliminare il numero chiuso alla facoltà di medicina perché abbiamo una costante e progressiva carenza di medici ne è un’ulteriore dimostrazione.

Gli insegnanti della scuola primaria potrebbero usare il “caso” della facoltà di medicina per preparare una serie di esercizi per i bambini delle elementari: probabilmente loro, capaci per natura di logica e visione sistemica, ci darebbero risposte più utili di quelle che stiamo ottenendo da oltre 20 anni.

Prima domanda

È possibile ottenere una preparazione adeguata se ci sono aule con oltre 500 studenti?

È possibile essere preparati nella pratica se si fa il tirocinio insieme a trenta persone?

Credo sia ovvio che la risposta è no, in entrambe i casi.

La logica dice, quindi, che il numero degli studenti alla facoltà di medicina deve essere commisurato al numero di insegnanti e di posti dove fare esperienza pratica. Riduci il numero di studenti o aumenti il numero di facoltà.

Il numero chiuso rispondeva a questo problema.

Seconda domanda

Quanti medici ci dovranno essere tra 15 – 20 – 25 – 30 anni?

Non sarà possibile calcolare il numero esatto, ma a grandi linee direi proprio di sì.

Se nel 2019 facciamo diventare la facoltà di medicina a numero aperto, a partire dal 2025 e poi a seguire avremo un numero (per ora imprecisato) di medici, forse, probabilmente troppi e poco preparati.

Se il numero chiuso è stata una decisione poco ponderata ad un problema esistente e grave (un numero esorbitante di medici e quasi medici, poco preparati) ripristinare le condizioni che avevano generato il problema non è una soluzione.

Non dovrebbe essere difficilissimo valutare il fabbisogno di figure professionali conoscendo il numero e il trend della popolazione e avendo una stima di quanti iscritti alle diverse facoltà arrivano alla laurea.

Finché affronteremo in maniera estemporanea problemi sistemici su fattori essenziali come la scuola e la salute riusciremo solo a risolver, apparentemente, un problema generandone almeno due. O, per riprendere un proverbio della saggezza antica, Xe pèso el tacòn del buso (è peggio la toppa del buco).