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Progetto verticale a Faenza

Progetto verticale a Faenza - Didattica & Comunicazione

Un bel progetto verticale dell’Istituto Comprensivo Domenico Matteucci Faenza Centro

Faenza è la città della ceramica, una delle più famose al mondo. C’è un bellissimo museo della ceramica, ci sono i laboratori, i ceramisti, lo studio delle forme, dei colori, della cottura: un mondo affascinante di rapporto tra essere umano e terra che dura da migliaia di anni.

Ogni due anni vi si tiene Argillà, mostra mercato della ceramica, con espositori da tutto il mondo. È appena terminata, l’ho vista e ne sono rimasta affascinata (e con il portafoglio un po’ più vuoto).

E una delle cose che mi ha colpito è stato lo stand dell’Istituto Comprensivo Domenico Matteucci Faenza Centro. Per chi non è dentro le questioni scolastiche, o per chi preferisce dimenticarle, i comprensivi sono aggregati di scuole, in questo caso dalla materna a quella che un tempo era la scuola media: segue i ragazzi da 0 a 14 anni. Unico dirigente scolastico, autonomie per le singole scuole, ma collegio docenti unificato. L’idea è buona: sono gli anni più formativi, ed è giusto che i ragazzi, e i genitori, possano contare su un percorso scolastico strutturato, coeso, lineare, omogeneo, …

L’idea è buona, ma la realizzazione difficilissima. Certo, il concetto è abbastanza recente, ma è difficile far superare contrasti tra insegnanti, far collaborare insegnanti che, in passato, erano più abituati ad addossarsi le colpe l’un con l’altro. In pratica, salvo i momenti obbligatori, in cui si litiga benissimo, permane tuttora l’abitudine di fare le cose separatamente.

Invece, in occasione di Argillà, l’Istituto Comprensivo Domenico Matteucci di Faenza ha dato prova di una splendida collaborazione e di grande coesione. Studenti e insegnanti, dalla materna alle medie, hanno lavorato l’argilla nel passato anno scolastico, hanno creato ceramiche e hanno partecipato alla mostra.

Gli insegnanti, indipendentemente dalla scuola, hanno organizzato e montato lo stand, hanno fatto i turni, hanno lavorato insieme e collaborato davvero.

E il top è stato raggiunto quando un bimbo delle materne ha visto esposto, nella piazza delle sua città, in uno stand davanti al comune, il pannello di ceramica che lui stesso aveva contribuito a realizzare. Gli brillavano gli occhi. Quello l’ho fatto io!! Ho fatto una fiore e una paperella!

I meriti del progetto sono quindi molteplici:

  • la collaborazione tra insegnanti
  • la soddisfazione e l’orgoglio dei bambini
  • la partecipazione al territorio

Lo dicono i maggiori esperti di economia e sociologia: il futuro positivo della nostra società può realizzarsi solo se sapremo fondere la globabilizzazione con le realtà locali, con il territorio, in un’ottica di sviluppo sociale ecosostenibile. In Italia siamo fortunati: non c’è Paese che non abbia un cibo, una specialità di artigianato, una peculiarità territoriale. Facciamole conoscere e sperimentare ai bambini, prima di tutto, e riscoprire ai genitori. Sarà utile per l’integrazione dei migranti, per creare radici solide a ragazzi che andranno per il mondo, a sviluppare le economie senza depauperare le realtà locali.

Credo che in giro per l’Italia ci siano tanti progetti scolastici analoghi: facciamoli conoscere!

PS per chi mi conosce, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Domenico Matteucci Faenza Centro è mia sorella Paola, e ne sono orgogliosa, ma il merito dell’iniziativa va soprattutto alle insegnanti: Serenella, Ivana, Annamaria, Tiziana, Laura, … e tante altre.