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Puffiamo la scuola

Puffiamo la scuola - Didattica & Comunicazione

Complimenti alla CONAD per l’iniziativa a favore delle scuole, ma cosa pensare di un Paese che ha bisogno di beneficienza per far funzionare la scuola primaria?

 

Ero con mia sorella, preside, e cercavo un foglietto sperduto nel portafogli. Quando ha visto la tessera CONAD le si sono illuminati gli occhi: fai la spesa alla Conad? Mi raccomando i Puffi!

I miei nipoti sono grandi, ma non ancora sposati. Nessuno in famiglia è in età da Puffi. E mia sorella non era il tipo da cartoni animati neanche quando ne aveva l’età.

Vedendomi per lo meno perplessa, mi ha spiegato che la Conad ha un’iniziativa: Insieme per le scuole. Le scuole del territorio si iscrivono, raccolgono i punti (contenuti nelle famose bustine dei Puffi) e, quando raggiungono un certo numero di punti, ottengono premi (tra le attrezzature disponibili in catalogo ci sono Personal Computer Desktop e Notebook, tastiera, mouse, cuffie, webcam, stampanti multifunzione, videoproiettore, …).

L’iniziativa è in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’iniziativa è  sicuramente meritevole e valida. Mi risulta che sia un grande successo per l’azienda. Complimenti a Conad che ha saputo coniugare il proprio profitto con qualcosa di estremamente utile, e che evidentemente sa leggere le leve che muovono il mondo. Perché in termini strategici non si tratta del solito sconto, decisamente utile, ma abbastanza banale, che anche altri fanno, sul materiale scolastico, o delle solite raccolte punti con elementi di beneficienza, che pure io sposo sempre con un certo entusiasmo.

Qui sono stati messi insieme i bisogni della scuola, la raccolta punti (leva di marketing sempre efficace) con la collaborazione e il concetto innovativo e vincente che insieme si può.

Quello che, però, mi preoccupa è  l’entusiasmo delle scuole, sintomo molto evidente della fame di attrezzatura che hanno.

Certo, ben vengano le donazioni private alle scuole pubbliche. Non ho nulla in contrario, anzi.

Ma quando un Paese ha bisogno di donazioni alle scuole pubbliche, alle scuole dell’obbligo, per fornire gli strumenti necessari al loro funzionamento, c’è qualcosa di davvero grave che non funziona.

Un Paese che non sa sostenere adeguatamente la sua scuola dell’obbligo non può essere definito civile, e la sua democratizzazione è in pericolo.

Sono annunciati nuovi tagli alla scuola. Se ora è il Grande Puffo che si preoccupa dei computer, speriamo di non dover ricorrere in futuro alle Winx per la cancelleria, alla pantera rosa per le mense scolastiche, e a Superman per la carta igienica!