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Una pagina bianca

Una pagina bianca - Didattica & Comunicazione

Ho aperto una nuova pagina: l’intenzione è quella di facilitare la lettura dei diversi articoli, raggruppandoli.

Una pagina che si chiama “riflessioni”, ed è, e sarà, uno spazio dove mettere articoli su vari argomenti, accomunati dal fatto che mi inducono, appunto, a riflettere. Fino ad oggi ho pubblicato post analoghi nella pagina Benessere e qualità di vita, ma è una pagina piuttosto ricca (che, tuttavia, non verrà certo abbandonata). Mi servono nuovi spazi.

La prima riflessione … è sulla pagina bianca.

Lo confesso: amo le pagine bianche! Non oso definirmi una scrittrice, ma amo scrivere tanto quanto amo leggere e se i miei libri non mi permettono ancora di definirmi scrittrice, non dispero di poter acquisire il diritto di farlo in futuro.

La pagina bianca è affascinante, è una finestra sul futuro, con spazi sconfinati non ancora contaminati da errori, convinzioni limitanti, esperienze difficili.

Sì, come affermano tanti, iniziare non è facile. L’I Ching, l’antico testo di saggezza cinese, che amo tanto, ha un segno dedicato al momento: la difficoltà iniziale. Eppure, come afferma Lao Tse, un saggio cinese, un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo, e la pagina bianca chiede di fare quel primo, piccolo, passo. Non sappiamo esattamente dove ci porterà, e per fare quel passo, come ogni passo, dobbiamo accettare di perdere l’equilibrio e la stabilità per un attimo.

Questo è il suo fascino. In ogni primo, piccolo, passo c’è l’avventura.

Amo scrivere, e proprio in questi giorni sto finendo un libro che spero di pubblicare in tempi brevi. Prima di avventurarmi in un nuovo libro passo lunghi tempi a pensarlo, a farlo crescere dentro di me. Poi preparo l’indice e cerco un filo logico a quello che scriverò. Ma, poi, non scrivo quasi mai il testo sulla stessa pagina su cui ho scritto l’indice. Apro una nuova pagina bianca, portando con me tutti i miei pensieri, iniziando nuovamente. E, a questo punto, spesso nasce un nuovo indice, simile, ma non uguale, a quello immaginato inizialmente. Un po’ come quando si prepara una lezione a casa e poi, davanti alla classe, viene modulata dall’interazione con gli studenti, prendendo una forma che è simile, ma non uguale, a quella pensata inizialmente.

Con Riflessioni ho aperto la mia pagina bianca. Ho un programma, un progetto, so di cosa scriverò, e so anche che, strada facendo, saranno la vita e i miei lettori a modulare i contenuti. E va bene così.